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Il
massiccio del Partenio occupa una posizione centrale nell'ambito della
Campania, rappresentando un interessante prolungamento verso occidente
dell'Appennino meridionale nel cuore della “Campania felix dei romani”.
Alle quote basse il massiccio è caratterizzato dalle colture della vite,
dell'olivo e del nocciolo. A monte delle aree agricole si estendono,
fino a 900 m slm, i boschi cedui di castagno. Al di sopra, fino alle
vette, dominano le faggete (con sporadica presenza di tassi, aceri,
ontani napoletani , carpini) interrotte solo dai pianori carsici . Nel
sottobosco sono presenti tassi ed agrifogli. Nonostante l'elevata
antropizzazione la fauna del Partenio è ancora ricca: tra le 11 specie
di anfibi censite, la salamandrina dagli occhiali, la salamandra pezzata gigliolii, il tritone italico ed il tritone crestato. Tra i rettili , 13
specie , tra le quali spicca, seppur rarissima, la testuggine palustre
europea; gli uccelli sono presenti con 105 specie di cui 70 nidificanti.
Tra questi importanti sono i rapaci, come il minacciatissimo falco
pellegrino, e gli strigiformi rappresentati dal sempre più raro gufo
reale. I mammiferi sono presenti con 33 specie accertate dagli studiosi:
tra queste la martora ed il tasso. Ultimamente si sono registrate varie
segnalazioni, non verificate, della presenza del lupo appenninico. Sono
presenti 8 specie di pipistrelli.
Il massiccio del Partenio si caratterizza per la presenza di centri
storici che sorgono nell'area sub-montana e valliva. Essi costituiscono
un vero e proprio circuito culturale che segna l'intero perimetro del
sistema montuoso. Si parte da S. Felice a Cancello ed, entrando da Forchia nella Valle Caudina, si giunge nell'area delle Forche Caudine,
dominata dal castello di Arpaia, ricca di reperti archeologici e
caratterizzata da un tessuto urbanistico che ha come riferimento un
periodo storico che va dall'epoca sannitica al Medio Evo. Segue l'area
caratterizzata dai casali e dal Castello normanno di Cervinara e dal
Santuario della Madonna della Stella di Rotondi. Si incontra, poi, S.
Martino V.C., arroccato intorno al Castello che conserva un importante
patrimonio artistico. Si giunge, poi, a Pannarano, borgo fortificato
realizzato verso il XVI sec, che ospita importanti siti archeologici
presso cui sono stati rinvenuti reperti considerati unici per lo studio
della civiltà appenninica. Al di là del torrente Serretelle sorge
Roccabascerana che offre un centro storico ben restaurato ed una
bellissima chiesa. Seguendo l'itierario, si incontra Pietrastornina,
caratterizzata dal picco roccioso con i ruderi del castello longobardo,
e S. Angelo a Scala , ricchissimo di fondazioni religiose, tra cui il
Santuario di S. Silvestro e i ruderi del Monastero dell'Incoronata.
Segue Summonte con il suo bellissimo borgo dominato dalla torre angioina
e, poi, Ospedaletto d'Alpinolo con il percorso devozionale verso il
sovrastante Santuario di Montevergine. Si giunge a Mercogliano, dove
sorge la stupenda Abbazia di Loreto che conserva un immenso patrimonio
scientifico, artistico e religioso. L'immaginario percorso alle pendici
del Partenio, attraversato Monteforte Irpino, prosegue verso il Baianese,
dove oltre ai piccoli centri storici di Baiano, Sirignano e Quadrelle, è
possibile ammirare soprattutto Avella. Qui sorgono, oltre al Castello ed
uno splendido palazzo baronale, l'anfiteatro romano, monumenti funerari
ed epigrafi romane, aree archeologiche ed esempi di arte rupestre nella
grotta di S. Michele. Segue Roccarainola con il suo Castello e le
stupende chiese. L'itinerario si conclude a Mugnano del Cardinale che
offre un centro storico ben conservato, il Santuario di S. Filomena e
l'edificio del Convitto di S. Pietro. |