La
chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale circa al 760, ora
restaurato, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una
circonferenza di diametro 23,50 m. È uno degli esempi più importanti dell'achitettura
europea altomedievale. La pianta è molto originale per quei tempi: consiste
in un esagono centrale con, ad ogni vertice, colonne prelevate dal tempio di
Iside, collegate da archi che reggono la cupola. L'esagono interno è
circondato da un anello decagonale con otto pilastri di pietra calcarea
bianca e due colonne ai fianchi dell'entrata. Annesso alla chiesa è un
monastero con bel chiostro del XII secolo, in parte costruito con frammenti
di edifici anteriori. Una volta l'interno della chiesa era ricoperto di
affreschi di artisti bizantini; alcuni frammenti di questi dipinti, che
rappresentano le Storie di Cristo, possono ancora essere visti nelle due
absidi laterali. Santa Sofia fu quasi completamente distrutta dal terremoto
del 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale
Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie
furono nascoste, e furono riscoperte solo dopo il discusso restauro del
1951. L'ex monastero è ora sede Museo del Sannio (insieme alla Rocca dei
Rettori), raccolta di reperti archeologici (tra cui un consistente insieme
di elementi dell'antico tempio di Iside, come uno dei due obelischi), armi,
stampe, monete, pinacoteca con quadri dal '500 al '700; riordinato in
termini moderni e gestito come istituzione culturale polivalente sotto la
direzione del Dott. Elio Galasso, Direttore sino al 2004.